Patologie recidivanti:
blefariti e calazi

Danneggiamento
della macula

Glaucoma

Miodesopsie
(corpi mobili vitreali)

Igiene perioculare

Sindrome dell’occhio secco
post chirurgico

Sindrome
dell’occhio secco

Melatonina e occhio

Formulazione innovativa di melatonina
per la protezione della retina

Congiuntivite
allergica stagionale

Infiammazione
dell’occhio

Infezione dell’occhio

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Patologie recidivanti: blefariti e calazi

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Danneggiamento della macula

Danneggiamento della macula

Il danneggiamento della macula rappresenta una delle principali cause di perdita della vista centrale e nitida, compromettendo la qualità della vita di chi ne è affetto. La macula è la porzione centrale della retina, responsabile della visione dettagliata necessaria per attività come leggere, guidare e riconoscere i volti. Tra le condizioni più comuni che colpiscono questa area troviamo la degenerazione maculare legata all’età (DMLE), una patologia progressiva che può manifestarsi in due forme principali: secca (atrofica) e umida (essudativa). Questa condizione, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può portare a un significativo calo della vista.

Il danneggiamento della macula rappresenta una delle principali cause di perdita della vista centrale e nitida, compromettendo la qualità della vita di chi ne è affetto. La macula è la porzione centrale della retina, responsabile della visione dettagliata necessaria per attività come leggere, guidare e riconoscere i volti. Tra le condizioni più comuni che colpiscono questa area troviamo la degenerazione maculare legata all’età (DMLE), una patologia progressiva che può manifestarsi in due forme principali: secca (atrofica) e umida (essudativa). Questa condizione, se non diagnosticata e trattata tempestivamente, può portare a un significativo calo della vista.

Le cause del danneggiamento della macula sono molteplici e spesso interconnesse. Con l’invecchiamento, soprattutto dopo i 50 anni, la probabilità di sviluppare questa patologia aumenta sensibilmente. A questa si aggiungono fattori genetici, come la presenza di una storia familiare di DMLE, e abitudini dannose come il fumo, che studi scientifici correlano direttamente a un rischio maggiore di danno retinico. Anche l’ambiente gioca un ruolo: l’esposizione prolungata alla luce ultravioletta o alla luce blue artificiale di pc, schermi e smartphone senza protezioni adeguate può accelerare il deterioramento della macula, mentre una dieta povera di antiossidanti e omega-3 contribuisce a indebolire la salute retinica. Infine, patologie sistemiche come diabete e ipertensione aggravano ulteriormente il microcircolo, compromettendo l’apporto di nutrienti alla retina.
I segni del danneggiamento della macula si manifestano inizialmente in modo lieve, ma possono progredire rapidamente:

  • Visione centrale sfocata: Oggetti vicini o al centro del campo visivo possono apparire indistinti.
  • Metamorfopsia: Le linee rette possono sembrare ondulate o distorte.
  • Difficoltà nel riconoscere i volti: Anche a brevi distanze.
  • Macchie scure (scotomi): Zone cieche che si sviluppano nel campo visivo centrale.
  • Riduzione della sensibilità ai contrasti: Particolarmente evidente in condizioni di scarsa illuminazione.
La gestione del danneggiamento maculare varia a seconda della gravità e della causa. Per la forma umida della DMLE, le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF sono efficaci nel rallentare la crescita anomala dei vasi sanguigni e proteggere la vista. Dal punto di vista nutrizionale, integratori specifici a base di luteina, zeaxantina, vitamine e minerali possono supportare efficacemente la salute della macula. Ausili visivi come lenti di ingrandimento o dispositivi tecnologici aiutano a mantenere l’autonomia nelle attività quotidiane. Monitorare la situazione con regolarità attraverso visite oculistiche e strumenti diagnostici come la tomografia a coerenza ottica (OCT) è fondamentale per tenere sotto controllo la progressione della patologia.
La prevenzione è fondamentale per ridurre il rischio di sviluppare patologie maculari o limitarne la progressione:

  1. Protezione dalla luce UV: Utilizzare occhiali da sole certificati con filtri UV al 100%.
  2. Smettere di fumare: Abbandonare l’uso di tabacco riduce significativamente il rischio.
  3. Dieta equilibrata: Consumare alimenti ricchi di antiossidanti (frutta, verdura a foglia verde) e omega-3 (pesce azzurro, semi di lino).
  4. Controlli regolari: Sottoporsi a esami oftalmologici periodici, specialmente se si è a rischio.
  5. Esercizio fisico: Mantenere uno stile di vita attivo per favorire una buona circolazione sanguigna.

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Glaucoma

Glaucoma

Il glaucoma è una patologia oculare progressiva che danneggia il nervo ottico, compromettendo gradualmente la vista e, nei casi più gravi, portando alla cecità irreversibile. È una delle principali cause di perdita della vista nel mondo. Una condizione spesso legata a un aumento della pressione intraoculare (PIO), che può verificarsi anche in pazienti con pressione normale, a causa di alterazioni della microcircolazione o di una fragilità intrinseca del nervo ottico. Sebbene il danno al nervo ottico sia irreversibile, una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o rallentare la progressione della malattia.

Il glaucoma è una patologia oculare progressiva che danneggia il nervo ottico, compromettendo gradualmente la vista e, nei casi più gravi, portando alla cecità irreversibile. È una delle principali cause di perdita della vista nel mondo. Una condizione spesso legata a un aumento della pressione intraoculare (PIO), che può verificarsi anche in pazienti con pressione normale, a causa di alterazioni della microcircolazione o di una fragilità intrinseca del nervo ottico. Sebbene il danno al nervo ottico sia irreversibile, una diagnosi precoce e un trattamento adeguato possono prevenire o rallentare la progressione della malattia.

Tra le cause più comuni del glaucoma vi è l’aumento della pressione intraoculare, legato a un eccesso di produzione o a un difetto nel deflusso dell’umore acqueo. Altri fattori di rischio includono la predisposizione genetica – avere familiari con glaucoma aumenta significativamente le probabilità di svilupparlo – e l’età avanzata, soprattutto dopo i 40 anni. Anche alcune patologie sistemiche, come diabete, ipertensione e disturbi cardiovascolari, possono predisporre alla malattia. Infine, traumi oculari o infiammazioni croniche possono interferire con il normale flusso dell’umore acqueo e favorire l’insorgenza del glaucoma.

Il glaucoma è noto come il “ladro silenzioso della vista” perché spesso è asintomatico nelle fasi iniziali:

  • Glaucoma ad angolo aperto:
    • Perdita progressiva del campo visivo periferico.
    • Difficoltà nella visione laterale.
  • Glaucoma ad angolo chiuso (forma acuta):
    • Dolore oculare intenso.
    • Visione offuscata.
    • Nausea e vomito.
    • Arrossamento dell’occhio.
    • Percezione di aloni colorati attorno alle luci.

Il trattamento del glaucoma mira a ridurre la pressione intraoculare e proteggere il nervo ottico. La terapia farmacologica è spesso il primo passo: colliri specifici, come quelli a base di prostaglandine, beta-bloccanti o inibitori dell’anidrasi carbonica, aiutano a diminuire la produzione di umore acqueo o a favorirne il deflusso. Nei casi in cui il trattamento farmacologico non sia sufficiente, si può ricorrere al laser, attraverso procedure come la trabeculoplastica per migliorare il drenaggio o l’iridotomia per affrontare il glaucoma ad angolo chiuso. In situazioni più avanzate, si interviene chirurgicamente con tecniche come la trabeculectomia o l’inserimento di impianti di drenaggio per creare un percorso alternativo all’umore acqueo. Un supporto aggiuntivo viene dalla neuroprotezione, con l’utilizzo di integratori antiossidanti e neuroprotettivi volti a preservare la salute del nervo ottico.

Sebbene il glaucoma non sia completamente prevenibile, alcune misure possono ridurre il rischio o limitarne la progressione:

    1. Screening regolari:
  • Controlli oculistici annuali, soprattutto per chi è a rischio (over 40, storia familiare, patologie sistemiche).
    1. Monitoraggio della pressione intraoculare:
  • Misurazioni regolari della PIO per identificare anomalie precoci.
    1. Stile di vita sano:
  • Riduzione del consumo di caffeina e alcol, attività fisica regolare, dieta equilibrata ricca di antiossidanti.
    1. Protezione oculare:
  • Evitare traumi oculari indossando occhiali protettivi in situazioni a rischio.

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Miodesopsie (corpi mobili vitreali)

Miodesopsie (corpi mobili vitreali)

Le miodesopsie, comunemente note come “mosche volanti”, sono percezioni visive di piccoli corpi mobili che si manifestano come puntini, filamenti o ombre nel campo visivo.
Sono generalmente correlate a modificazioni della struttura del corpo vitreo, il gel trasparente che riempie lo spazio tra cristallino e retina.

Le miodesopsie, comunemente note come “mosche volanti”, sono percezioni visive di piccoli corpi mobili che si manifestano come puntini, filamenti o ombre nel campo visivo.
Sono generalmente correlate a modificazioni della struttura del corpo vitreo, il gel trasparente che riempie lo spazio tra cristallino e retina.

Con l’avanzare dell’età o in presenza di specifiche condizioni, il corpo vitreo può andare incontro a processi di degenerazione.

In particolare:

  • degradazione dell’acido ialuronico 
  • perdita della struttura tridimensionale del gel 
  • aggregazione delle fibre di collagene 

Questi fenomeni portano alla formazione di addensamenti che proiettano ombre sulla retina.

  • Età avanzata 
  • Miopia 
  • Esposizione a luce blu e raggi UV 
  • Condizioni post-chirurgiche oculari 

La gestione delle miodesopsie dipende dalla loro entità e dall’impatto sulla qualità visiva.

Un adeguato supporto nutrizionale può contribuire al mantenimento della fisiologica struttura del corpo vitreo e alla protezione dallo stress ossidativo.

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Igiene perioculare

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L’igiene perioculare è fondamentale per la salute degli occhi, anche se spesso viene trascurata. Una pulizia inadeguata della zona intorno agli occhi può favorire lo sviluppo di infezioni e infiammazioni, come blefariti, orzaioli e congiuntiviti, che non solo provocano fastidi, ma, nei casi più gravi, possono compromettere la qualità della vista. Adottare una corretta igiene perioculare non solo protegge gli occhi dagli agenti patogeni, ma contribuisce anche al benessere generale, soprattutto per chi indossa cosmetici, lenti a contatto o è esposto a polveri e inquinamento.

L’igiene perioculare è fondamentale per la salute degli occhi, anche se spesso viene trascurata. Una pulizia inadeguata della zona intorno agli occhi può favorire lo sviluppo di infezioni e infiammazioni, come blefariti, orzaioli e congiuntiviti, che non solo provocano fastidi, ma, nei casi più gravi, possono compromettere la qualità della vista. Adottare una corretta igiene perioculare non solo protegge gli occhi dagli agenti patogeni, ma contribuisce anche al benessere generale, soprattutto per chi indossa cosmetici, lenti a contatto o è esposto a polveri e inquinamento.

Le problematiche legate a una scarsa igiene perioculare sono spesso causate da diversi fattori. L’accumulo di secrezioni prodotte dalle ghiandole sebacee e lacrimali può creare un ambiente favorevole alla proliferazione di batteri, se non rimosso regolarmente. L’uso improprio di cosmetici, come il trucco non rimosso correttamente, o di prodotti non sterili, può causare irritazioni o infezioni. Inoltre, l’esposizione ambientale a polveri, allergeni e smog aumenta il rischio di contaminazione batterica, così come la presenza di parassiti come il Demodex, che può annidarsi nei follicoli delle ciglia. Malattie come il diabete, le dermatiti e la sindrome dell’occhio secco predispongono inoltre a infezioni palpebrali.

Le problematiche legate a un’igiene perioculare insufficiente possono manifestarsi con:

  • Arrossamento e gonfiore delle palpebre.
  • Prurito e sensazione di corpo estraneo.
  • Secrezioni e croste lungo il margine palpebrale.
  • Irritazione oculare e lacrimazione eccessiva.
  • Peggioramento della qualità visiva, soprattutto al risveglio.

 

Le problematiche legate a un’igiene perioculare insufficiente possono manifestarsi con:

  • Arrossamento e gonfiore delle palpebre.
  • Prurito e sensazione di corpo estraneo.
  • Secrezioni e croste lungo il margine palpebrale.
  • Irritazione oculare e lacrimazione eccessiva.
  • Peggioramento della qualità visiva, soprattutto al risveglio.

 

Un’adeguata prevenzione può ridurre significativamente il rischio di complicazioni:

  1. Routine di igiene quotidiana:
    • Pulire delicatamente la zona perioculare con prodotti specifici, evitando il contatto diretto con detergenti aggressivi.
  2. Sostituzione dei cosmetici:
    • Scegliere prodotti ipoallergenici e sostituire regolarmente il mascara e altri prodotti per gli occhi.
  3. Manutenzione delle lenti a contatto:
    • Seguire rigorosamente le indicazioni per la pulizia e il ricambio delle lenti.
  4. Protezione dagli agenti esterni:
    • Evitare di toccarsi gli occhi con mani sporche e utilizzare occhiali protettivi in ambienti polverosi o inquinati.
  5. Visite regolari dall’oculista:
    • Controlli periodici per individuare eventuali problematiche prima che diventino gravi.

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Sindrome dell’occhio secco post chirurgico

Sindrome dell’occhio secco post chirurgico

L’occhio secco post-chirurgico è una condizione comune che si verifica a seguito di interventi oculari, come la chirurgia refrattiva (LASIK, PRK) o la chirurgia della cataratta. Questi interventi possono alterare temporaneamente la produzione o la qualità del film lacrimale, causando discomfort e riduzione della qualità visiva. Nonostante sia una complicanza generalmente temporanea, se non gestita adeguatamente, può influire sul recupero post-operatorio e sul benessere generale del paziente.

L’occhio secco post-chirurgico è una condizione comune che si verifica a seguito di interventi oculari, come la chirurgia refrattiva (LASIK, PRK) o la chirurgia della cataratta. Questi interventi possono alterare temporaneamente la produzione o la qualità del film lacrimale, causando discomfort e riduzione della qualità visiva. Nonostante sia una complicanza generalmente temporanea, se non gestita adeguatamente, può influire sul recupero post-operatorio e sul benessere generale del paziente.

Le cause dell’occhio secco post-chirurgico sono diverse e spesso si intrecciano. Durante l’intervento, il taglio delle terminazioni nervose corneali può ridurre la sensibilità della cornea, compromettendo il riflesso lacrimale naturale. Inoltre, la risposta infiammatoria che segue l’intervento può alterare la qualità delle lacrime, mentre l’uso di farmaci post-operatori, come colliri antibiotici o steroidi, può temporaneamente modificare la produzione lacrimale. Infine, se il paziente soffriva già di sindrome dell’occhio secco prima dell’intervento, la condizione potrebbe peggiorare successivamente

I sintomi dell’occhio secco post-chirurgico possono variare in intensità:

  • Secchezza oculare: Sensazione di occhio asciutto o sabbioso.
  • Bruciore e prurito: Discomfort accentuato in ambienti secchi o ventilati.
  • Visone sfocata intermittente: Dovuta alla disomogeneità del film lacrimale.
  • Arrossamento oculare: Spesso accompagnato da una sensazione di stanchezza visiva.
  • Difficoltà nell’uso delle lenti a contatto: Per chi le utilizza anche dopo l’intervento.

La gestione dell’occhio secco post-chirurgico richiede un approccio multimodale. Le lacrime artificiali sono fondamentali per alleviare la secchezza; è consigliabile scegliere formulazioni senza conservanti, arricchite con acido ialuronico o altri agenti umettanti. In alcuni casi, il medico può prescrivere colliri specifici antinfiammatori o immunomodulatori per ridurre l’infiammazione e migliorare la qualità delle lacrime. L’uso di integratori alimentari contenenti acidi grassi omega-3 può anche supportare la produzione lacrimale. Per i pazienti con secchezza oculare persistente, i plug lacrimali, piccoli dispositivi che riducono il drenaggio lacrimale, possono essere utili per migliorare l’idratazione oculare. Inoltre, terapie avanzate, come l’uso di dispositivi a luce pulsata (IPL), possono trattare le ghiandole di Meibomio per migliorare la produzione di lacrime.

Prevenzione

Adottare misure preventive può ridurre il rischio e l’intensità dell’occhio secco post-chirurgico:

  1. Valutazione preoperatoria:
    • Screening per la sindrome dell’occhio secco e trattamento preventivo prima dell’intervento.
  2. Idratazione costante:
    • Uso regolare di lacrime artificiali prima e dopo l’intervento per mantenere il film lacrimale.
  3. Evitare ambienti secchi:
    • Utilizzare umidificatori in casa e ridurre l’esposizione a venti o aria condizionata.
  4. Follow-up regolare:
    • Controlli periodici con l’oculista per monitorare il recupero e adattare le terapie.
  5. Evitare lo sfregamento degli occhi:
    • Dopo la chirurgia, evitare gesti che possano compromettere la cicatrizzazione.

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Sindrome dell’occhio secco

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La sindrome dell’occhio secco è una condizione multifattoriale che coinvolge la superficie oculare e l’apparato lacrimale. Si manifesta con una produzione inadeguata o una qualità scadente delle lacrime, compromettendo la lubrificazione e la protezione dell’occhio. Questo disturbo, sempre più diffuso, può influenzare significativamente la qualità della vita, causando discomfort, difficoltà visive e, nei casi più severi, danni alla cornea. Grazie alla crescente consapevolezza e alle terapie avanzate, oggi è possibile gestire efficacemente questa condizione.

La sindrome dell’occhio secco è una condizione multifattoriale che coinvolge la superficie oculare e l’apparato lacrimale. Si manifesta con una produzione inadeguata o una qualità scadente delle lacrime, compromettendo la lubrificazione e la protezione dell’occhio. Questo disturbo, sempre più diffuso, può influenzare significativamente la qualità della vita, causando discomfort, difficoltà visive e, nei casi più severi, danni alla cornea. Grazie alla crescente consapevolezza e alle terapie avanzate, oggi è possibile gestire efficacemente questa condizione.

Tra le cause più comuni del glaucoma vi è l’aumento della pressione intraoculare, legato a un eccesso di produzione o a un difetto nel deflusso dell’umore acqueo. Altri fattori di rischio includono la predisposizione genetica – avere familiari con glaucoma aumenta significativamente le probabilità di svilupparlo – e l’età avanzata, soprattutto dopo i 40 anni. Anche alcune patologie sistemiche, come diabete, ipertensione e disturbi cardiovascolari, possono predisporre alla malattia. Infine, traumi oculari o infiammazioni croniche possono interferire con il normale flusso dell’umore acqueo e favorire l’insorgenza del glaucoma.

Il glaucoma è noto come il “ladro silenzioso della vista” perché spesso è asintomatico nelle fasi iniziali:

  • Glaucoma ad angolo aperto:
    • Perdita progressiva del campo visivo periferico.
    • Difficoltà nella visione laterale.
  • Glaucoma ad angolo chiuso (forma acuta):
    • Dolore oculare intenso.
    • Visione offuscata.
    • Nausea e vomito.
    • Arrossamento dell’occhio.
    • Percezione di aloni colorati attorno alle luci.

Il trattamento del glaucoma mira a ridurre la pressione intraoculare e proteggere il nervo ottico. La terapia farmacologica è spesso il primo passo: colliri specifici, come quelli a base di prostaglandine, beta-bloccanti o inibitori dell’anidrasi carbonica, aiutano a diminuire la produzione di umore acqueo o a favorirne il deflusso. Nei casi in cui il trattamento farmacologico non sia sufficiente, si può ricorrere al laser, attraverso procedure come la trabeculoplastica per migliorare il drenaggio o l’iridotomia per affrontare il glaucoma ad angolo chiuso. In situazioni più avanzate, si interviene chirurgicamente con tecniche come la trabeculectomia o l’inserimento di impianti di drenaggio per creare un percorso alternativo all’umore acqueo. Un supporto aggiuntivo viene dalla neuroprotezione, con l’utilizzo di integratori antiossidanti e neuroprotettivi volti a preservare la salute del nervo ottico.

Prevenzione

Sebbene il glaucoma non sia completamente prevenibile, alcune misure possono ridurre il rischio o limitarne la progressione:

    1. Screening regolari:
  • Controlli oculistici annuali, soprattutto per chi è a rischio (over 40, storia familiare, patologie sistemiche).
    1. Monitoraggio della pressione intraoculare:
  • Misurazioni regolari della PIO per identificare anomalie precoci.
    1. Stile di vita sano:
  • Riduzione del consumo di caffeina e alcol, attività fisica regolare, dieta equilibrata ricca di antiossidanti.
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L’allergia è una reazione del sistema immunitario a sostanze normalmente innocue, chiamate allergeni. Invece di ignorare queste sostanze, l’organismo le percepisce come minacce e attiva una risposta difensiva.

La congiuntivite allergica è un’infiammazione della congiuntiva causata da una reazione di ipersensibilità verso allergeni. La forma più comune è la congiuntivite allergica stagione, responsabile di circa il 55% dei casi.

Le reazioni allergiche si sviluppano quando il nostro sistema immunitario risponde in modo esagerato a degli stimoli che reputa pericolosi, ma che in realtà non lo sono.

Questi stimoli sono detti in termini tecnici “allergeni” e possono essere di diverso tipo: pollini, acari della polvere, epiteli di animali e spore delle muffe sono quelli che vengono inalati con il respiro.

Quando questi allergeni entrano in contatto con le vie aeree danno origine alla rinite allergica o febbre da fieno (raffreddore, starnuti, tosse, naso che cola) che può essere correlata anche a sintomi oculari (congiuntiviti allergiche). Nei casi più gravi si può avere anche una patologia asmatica che provoca un restringimento delle vie aeree.

I sintomi che interessano gli occhi durante una reazione allergica ai pollini sono:

  • Prurito
  • Bruciore
  • Rossore
  • Irritazione
  • Eccessiva lacrimazione

La terapia farmacologica si basa sull’utilizzo di colliri antistaminici. Gli antistaminici bloccano i recettori H1 dell’istamina, impedendo a questa molecola di scatenare i sintomi allergici. Non eliminano l’istamina, ma impediscono che si leghi ai recettori cellulari, “disattivando” i suoi effetti.

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